“Natale non è solo dei cristiani, in ballo c’è la nostra civiltà” intervista a Massimo Cacciari. una bomba x chi vuol pensare!

Ndr. O meglio prefazione del blogger: non sono solito leggere Il Giornale, ma da persona libera, alla costante ricerca della Verità, trovo le parole di Cacciari alquanto illuminanti. Buona Lettura.
La cronaca è un susseguirsi di episodi mortificanti: la scuola che abolisce il presepe nel segno del politicamente corretto, il parroco che ha paura di celebrare la messa di mezzanotte, la comunità che rinuncia ai canti tradizionali per non urtare l’altrui sensibilità. Il filosofo si spazientisce di nuovo, poi taglia corto come una ghigliottina: «Sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale».

 

Professore, vuole provocare?

«No, la verità è che l’indifferenza regna sovrana e avvolge un po’ tutti: i laici e i cattolici». Continua a leggere

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Sotto lo stesso cielo – tre cuori e un’adozione

Quando adotti un bambino passi anni di corsi formativi, colloqui con i servizi sociali per verificare l’idoneità della coppia e dei singoli genitori in termini di affettività, accoglienza, resilienza, salute fisica e mentale e tanto altro.

Quando adotti un bambino, dopo aver ottenuto il decreto di idoneita’, giri l’Italia in lungo e in largo passando da un tribunale dei minorenni all’altro, fai corsi di approfondimento di ogni genere, e poi tanti altri colloqui con giudici, psicologi, assistenti sociali.

Quando adotti un bambino impieghi settimane, a volte mesi per preparare ogni tipo di documento e giri tra mille uffici per raccogliere timbri, timbri su timbri, tanti quanti non si può immaginare.

Mentre fai tutto questo e corri per non perdere tempo, all’improvviso ti fermi, prendi fiato, guardi in alto: foglie d’oro sotto il cielo terso… d’un tratto pensi che quel bambino è sotto il tuo stesso cielo, da qualche parte sperso nel mondo ma – comunque – sotto il tuo stesso cielo, e pensi che lo troverai, prima o poi lo incontrerai!

In quel preciso istante, colui per cui ti dai tanto da fare non è più un bambino qualunque: diventa tuo figlio.
Ovunque sia, comunque si chiami, quello è tuo figlio.

E intanto mille pensieri corrono nella mente…non farà profumo di latte e di nuovo, come tutti i bimbi appena nati, ma non ti importa niente: sarà tuo figlio e tu la sua mamma!
avrà una storia pesante alle spalle, forse occhi spaventati;
forse il suo mondo sarà tutto in una piccola borsa: un vestito, un giocattolo, forse nemmeno quello;
forse sarà arrabbiato con il mondo intero;
forse avrà paura di lasciare ciò che già conosce;
forse invece non vedrà l’ora di venire via da dove si trova;
forse in questo momento è al freddo;
forse in questo momento gli sta succedendo qualcosa di brutto;
preghi Dio che non gli succeda nulla di male;
amerai lui, la sua storia, i suoi colori; lo stringerai quando avrà ricordi brutti, lo ascolterai quando vorrà parlarne, e giocherete, scherzerete e vi abbraccerete, perché la vita è meravigliosa, anche se a volte è dura, e quel bambino da te si merita il meglio!

Respiri forti, pensi che l’adozione è qualcosa di straordinario, e parti per raccogliere il prossimo, necessario timbro: tuo figlio, ovunque sia, ti aspetta.

 

via Sotto lo stesso cielo – tre cuori e un’adozione

Lo spirito della Liturgia. di Romano Guardini (lettura sConsigliata a nostalgici di pizzi-e-merletti, e ai liturgoclerocentrici).

La liturgia non dice «io», bensì «noi», salvo il caso in cui l’azione liturgica esiga espressamente il singolare (ad esempio quando si tratta di una dichiarazione di volontà personale, oppure in talune preghiere del vescovo, del sacerdote, e simili). La liturgia non è opera del singolo, bensì della totalità dei fedeli. Continua a leggere

commento al Magnificat. di Martin Lutero

L’anima mia magnifica il Signore.

Le sue parole sono l’espressione di un grande amore e di una vivissima gioia, ciò spiega perché il suo animo e la sua vita si elevano nello spirito. Maria non dice: Io magnifico Dio, ma l’anima mia; come se volesse dire:tutta la mia vita e i miei sensi sono come sorretti dall’amore di Dio, dalla sua lode e dalla gioia che è in Lui, tanto che, non più padrona di me stessa, vengo elevata più di quanto io non mi elevi alla lode di Dio, come
accade a tutti coloro che, pervasi da una dolcezza divina nello spirito, sentono più di quanto non riescano ad esprimere; lodare Dio con gioia non è, infatti, opera umana, ma è piuttosto un subire gioiosamente un’influenza che deriva solo da Lui, che non si può esprimere a parole, ma che si può percepire solamente con l’esperienza. […] Continua a leggere

il Distacco. di Meister Eckhart

Chi è come deve essere si trova bene in ogni luogo e con chiunque, ma chi non è come deve essere non si trova bene in nessun luogo e con nessuno.
Colui che è come deve essere ha Dio vicino a sé in verità, e chi possiede Dio in verità, lo possiede ovunque: per la strada e accanto a qualsiasi persona, così come in chiesa, in solitudine o nella cella.
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Olivo

Benedetto sei  Tu o Padre
perché tra tutte le meraviglie perfette della natura
hai scelto l’Olivo
come notaio della ritrovata pace tra Te e l’uomo dopo il diluvio;
il suo olio fu’ sigillo e unguento della Tua benedizione  su Davide;
nella notte della prova, era lì quale testimone silenzioso dei travagli del Figlio Tuo, il Cristo. Continua a leggere